TOPSOLID arriva sui banchi dell’esame di maturità
Dalla progettazione CAD/CAM all’attrezzaggio CNC: come il secondo anno del nuovo indirizzo Produzioni Meccaniche per il Made in Italy trasforma l’Esame di Maturità in un ponte reale verso le aziende del territorio.
Immaginate una prova d’esame in cui non si chiede solo di ripetere a memoria una formula, ma di comportarsi come un ingegnere di produzione in un’azienda meccanica.
Calcolare le sollecitazioni di un albero in acciaio C43, scegliere i cuscinetti dal manuale, progettare la scatola di un riduttore al CAD, impostare la strategia CAM e, infine, scendere in officina per azzerare il pezzo e attrezzare una macchina CNC.
Questa non è la descrizione di un percorso di inserimento aziendale, ma la reale traccia della seconda prova dell’Esame di Stato per l’indirizzo IP13 – Industria e Artigianato per il Made in Italy (Produzioni Meccaniche).
Un ponte perfetto tra i banchi di scuola e l’officina 4.0, affrontato dagli studenti utilizzando una suite completa come TopSolid.
Abbiamo intervistato il Prof. Gabriele Gerini, docente di laboratorio presso I.I.S. Leonardo da Vinci di Firenze che ha guidato i ragazzi in un percorso sperimentale che si è rivelato vincente.
Professore, quest’anno gli studenti hanno affrontato una prova particolarmente legata al Made in Italy e al territorio. Qual è stato l’obiettivo della commissione?
G.G : Per il nostro Istituto questo anno scolastico rappresenta il secondo anno conclusivo del nuovo indirizzo Produzioni Meccaniche per il Made in Italy. Rispetto allo scorso anno, abbiamo cercato di dare un carattere più specialistico e tecnico alla prova che, come previsto dall’ordinanza ministeriale, viene redatta dalla commissione all’interno di una cornice generale per dare rilievo alle peculiarità dell’Istituto e alle esperienze formative realmente svolte dagli studenti.
Quali competenze vengono realmente valutate attraverso una prova di questo tipo?
G.G : Una prova così strutturata intreccia svariate competenze. I ragazzi devono dimostrare di aver acquisito abilità nell’ambito della progettazione, del disegno tecnico tridimensionale e della programmazione CAM, oltre che nell’attrezzaggio e nella messa in funzione delle macchine CNC. Ritengo che una figura così completa, capace di gestire tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, sia richiestissima dalle aziende, che oggi cercano proprio versatilità e competenza.
Secondo lei, quanto conta coniugare nella meccanica l’integrazione tra la progettazione CAD/ CAM e il dimensionamento meccanico rispetto alla sola teoria?
G.G. : Riuscire a dare forma a quello che i ragazzi studiano, progettano e disegnano è fondamentale nell’ottica di una preparazione più critica e davvero consapevole. Del resto, trovo siano sempre più attuali le parole di Confucio: “Se ascolto dimentico, se guardo ricordo, se faccio imparo”. La teoria è fondamentale, ma acquista valore solo quando diventa lo strumento per risolvere un problema produttivo reale.
Qual è stata la reazione degli studenti quando hanno visto una prova così vicina a un caso industriale reale?
G.G. : Più che di sorpresa, parlerei di una positiva consapevolezza da parte degli studenti. Essendo una prova elaborata dalla commissione sulla base delle linee guida ministeriali, i ragazzi sapevano che si sarebbero confrontati con un caso reale e sfidante, ma non ne conoscevano affatto i contenuti specifici. La loro serenità è stata il frutto del percorso degli ultimi due anni, e in particolare di questo ultimo anno scolastico, durante il quale abbiamo lavorato tantissimo sullo sviluppo di progetti reali. Abituandoli quotidianamente a passare dallo studio teorico e tecnico alla realizzazione pratica, sono arrivati al giorno dell’esame con gli strumenti mentali e operativi necessari per affrontare la traccia con grande maturità.
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Quali sono state le difficoltà più frequenti affrontate dagli studenti durante il percorso formativo?
G.G. : Gli studenti si sono scontrati con un gran numero di casi pratici e con tantissime tecnologie. Questa prova d’esame ha riguardato nello specifico la fresatura, ma durante l’anno sono stati effettuati progetti legati alla tornitura, al taglio laser e alla stampa 3D, volti a integrare in casi complessi tutte le tecnologie disponibili nel nostro istituto, senza tralasciare la misura e i controlli geometrici e dimensionali tramite CMM. Durante il percorso hanno sperimentato le differenti strategie di programmazione, la scelta dei parametri di taglio e le impostazioni di lavorazione, con un focus sugli approcci specifici per i diversi materiali, tenendo d’occhio anche i tempi di produzione e la durata dell’affilatura degli utensili. Le lavorazioni effettuate sono state perlopiù a 2.5 assi, in alcuni casi a 4-5 assi posizionati e un esempio virtuoso di 5 assi in continuo.
Quanto tempo richiede mediamente portare uno studente a essere autonomo nell’utilizzo di TOPSOLID?
G.G. : Con il giusto metodo di studio e il continuo stimolo nel progettare e realizzare particolari meccanici svariati, ritengo che un anno scolastico possa bastare per portare gli studenti a un livello più che sufficiente di autonomia. Del resto, così è stato in questo primo anno sperimentale in cui abbiamo scelto di utilizzare TopSolid in sede di Esame di Maturità. Chiaramente, quando si parla di lavorazioni e forme più complesse o di materiali particolari, i tempi si dilatano; ritengo però che lo scoglio più grande sia capire le logiche alla base del software che, per la mia esperienza e per il riscontro avuto dai ragazzi, risultano molto intuitive.
Quali competenze fanno la differenza tra uno studente sufficiente e uno particolarmente preparato?
G.G. : Sono felice di constatare che la totalità dei ragazzi formati sul software ha dimostrato una competenza sufficiente nella programmazione da zero di una parte meccanica anche relativamente complessa, come quella prevista dalla prova. Per chi fa il mio lavoro, questa è la soddisfazione più grande: riuscire a coinvolgere tutti senza lasciare nessuno indietro.
Certo, vado fiero anche delle eccellenze che i nostri ragazzi hanno saputo esprimere e che, sono convinto, li condurranno verso una carriera ricca di soddisfazioni. La differenza sta nella scelta consapevole delle giuste fasi di lavorazioni e nella determinazione ottimale dei parametri di taglio, con un occhio ai tempi di lavorazione e alla reale disponibilità di utensili in officina. Un ragazzo che sa integrare tutte queste informazioni e tradurle in una programmazione snella ed efficace è decisamente pronto ad affrontare le sfide di un’industria alla costante ricerca di competenze di questo livello.
Analizzando la traccia, si passa dal calcolo di sollecitazione (flessione e taglio) fino alla strategia di lavorazione CAM e all’attrezzaggio. Qual è stata la fase in cui gli studenti hanno dimostrato maggiore maturità tecnica?
G.G. : I ragazzi mediamente si sono fatti valere in tutte le fasi. Sicuramente la programmazione CAM costituiva lo scoglio più importante, ma è stato superato da tutti in maniera più che sufficiente, con alcune eccellenze che hanno svolto il compito in modo egregio. La parte più complessa resta quella del calcolo e del dimensionamento: non dimentichiamoci che parliamo di un Istituto Professionale, che raccoglie studenti con una vocazione pratica e operativa; sottoporli a una prova così completa è stata una sfida che abbiamo voluto lanciare e che hanno affrontato al meglio. La fase in cui mi hanno sorpreso di più in positivo è stata l’attrezzaggio macchina. Tutti gli studenti hanno svolto la parte pratica in completa autonomia nelle operazioni fondamentali di presetting utensile, azzeramento pezzo e gestione del programma. Alcuni sono stati persino in grado di operare scelte virtuose nella correzione del raggio di compensazione per rispettare le tolleranze di progetto. Svolgere tale attività in un esame ha un impatto significativo sulla gestione dell’ansia e della performance: un aspetto che come commissione e gruppo docenti non possiamo far altro che apprezzare e valorizzare.
Preparare una classe a una prova così completa richiede un grande lavoro di squadra tra docenti e un programma snello. Che consiglio darebbe ai suoi colleghi di altri istituti che vorrebbero introdurre percorsi CAD/CAM così integrati?
G.G. : La progettazione di questo anno scolastico è stata intensa, ragionata e coinvolgente. L’integrazione totale tra la disciplina laboratoriale e la materia d’indirizzo (Progettazione e Produzione) ha permesso di sviluppare una sinergia per cui ogni attività veniva strutturata dalla A alla Z, dalla progettazione alla realizzazione. L’impegno per la predisposizione delle attrezzature e la preparazione delle lezioni, al fine di rientrare nei tempi concessi da quadri orari sempre più ristretti, è tutt’altro che semplice. Se affrontato con entusiasmo, però, permette di raggiungere con i ragazzi qualsiasi obiettivo, ritrovando in loro quella passione che ci fa ancora credere che la scuola sia il luogo dove si forma il carattere di una persona e dove si costruiscono sogni e ambizioni.
Tutto questo è stato possibile grazie a tutto il team di TopSolid, dai responsabili amministrativi e commerciali fino ai tecnici, che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. La strada tracciata è entusiasmante e, come Istituto e dipartimento di Meccanica, non vediamo l’ora di percorrerla e implementarla sempre di più insieme alle future generazioni di studenti.
Prima di concludere, un ringraziamento va a I.I.S. Leonardo da Vinci di Firenze e al Prof. Gabriele Gerini per aver condiviso questa esperienza formativa innovativa, offrendo uno spaccato concreto di come la scuola possa dialogare con le esigenze dell’industria moderna e preparare i giovani alle sfide del futuro.
Un ringraziamento speciale va inoltre alla Benso Tuscany Srl, reseller TopSolid, nella persona di Gianpiero Sigismondi, il cui impegno in prima persona e la grande dedizione hanno permesso di ideare, sostenere e dare vita a questo importante progetto formativo. Una sinergia preziosa, capace di tracciare una strada virtuosa per la scuola e il territorio.
L’esperienza dell’istituto dimostra che il CAD/CAM non è più soltanto uno strumento utilizzato in azienda, ma può diventare un elemento centrale della formazione e persino dell’Esame di Maturità. Portare TopSolid sui banchi ha significato chiedere agli studenti di ragionare come tecnici, progettisti e operatori di produzione, mettendo in campo competenze reali e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.
La prova ha confermato che, quando scuola, tecnologia e didattica lavorano nella stessa direzione, il confine tra formazione e professione si assottiglia fino quasi a scomparire. Grazie al percorso svolto con TopSolid, questi ragazzi non si affacciano al mondo dell’industria da principianti: hanno già acquisito il metodo, l’autonomia di base e il linguaggio tecnico necessari per inserirsi rapidamente in azienda e iniziare il loro vero percorso di crescita professionale.
E, in un settore che ricerca costantemente competenze qualificate, questo rappresenta forse il risultato più importante di tutti.












