TOPSOLID arriva sui banchi dell’esame di maturità

TOPSOLID arriva sui banchi dell’esame di maturità

Dalla progettazione CAD/CAM all’attrezzaggio CNC: come il secondo anno del nuovo indirizzo Produzioni Meccaniche per il Made in Italy trasforma l’Esame di Maturità in un ponte reale verso le aziende del territorio.

Immaginate una prova d’esame in cui non si chiede solo di ripetere a memoria una formula, ma di comportarsi come un ingegnere di produzione in un’azienda meccanica.

Calcolare le sollecitazioni di un albero in acciaio C43, scegliere i cuscinetti dal manuale, progettare la scatola di un riduttore al CAD, impostare la strategia CAM e, infine, scendere in officina per azzerare il pezzo e attrezzare una macchina CNC.

Questa non è la descrizione di un percorso di inserimento aziendale, ma la reale traccia della seconda prova dell’Esame di Stato per l’indirizzo IP13 – Industria e Artigianato per il Made in Italy (Produzioni Meccaniche).

Un ponte perfetto tra i banchi di scuola e l’officina 4.0, affrontato dagli studenti utilizzando una suite completa come TopSolid.

Abbiamo intervistato il Prof. Gabriele Gerini, docente di laboratorio presso I.I.S. Leonardo da Vinci di Firenze che ha guidato i ragazzi in un percorso sperimentale che si è rivelato vincente.

 

Professore, quest’anno gli studenti hanno affrontato una prova particolarmente legata al Made in Italy e al territorio. Qual è stato l’obiettivo della commissione?

G.G : Per il nostro Istituto questo anno scolastico rappresenta il secondo anno conclusivo del nuovo indirizzo Produzioni Meccaniche per il Made in Italy. Rispetto allo scorso anno, abbiamo cercato di dare un carattere più specialistico e tecnico alla prova che, come previsto dall’ordinanza ministeriale, viene redatta dalla commissione all’interno di una cornice generale per dare rilievo alle peculiarità dell’Istituto e alle esperienze formative realmente svolte dagli studenti.

 

Quali competenze vengono realmente valutate attraverso una prova di questo tipo?

G.G : Una prova così strutturata intreccia svariate competenze. I ragazzi devono dimostrare di aver acquisito abilità nell’ambito della progettazione, del disegno tecnico tridimensionale e della programmazione CAM, oltre che nell’attrezzaggio e nella messa in funzione delle macchine CNC. Ritengo che una figura così completa, capace di gestire tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, sia richiestissima dalle aziende, che oggi cercano proprio versatilità e competenza.

 

Secondo lei, quanto conta coniugare nella meccanica l’integrazione tra la progettazione CAD/ CAM e il dimensionamento meccanico rispetto alla sola teoria?

G.G. : Riuscire a dare forma a quello che i ragazzi studiano, progettano e disegnano è fondamentale nell’ottica di una preparazione più critica e davvero consapevole. Del resto, trovo siano sempre più attuali le parole di Confucio: “Se ascolto dimentico, se guardo ricordo, se faccio imparo”. La teoria è fondamentale, ma acquista valore solo quando diventa lo strumento per risolvere un problema produttivo reale.

 

Qual è stata la reazione degli studenti quando hanno visto una prova così vicina a un caso industriale reale?

G.G. : Più che di sorpresa, parlerei di una positiva consapevolezza da parte degli studenti. Essendo una prova elaborata dalla commissione sulla base delle linee guida ministeriali, i ragazzi sapevano che si sarebbero confrontati con un caso reale e sfidante, ma non ne conoscevano affatto i contenuti specifici. La loro serenità è stata il frutto del percorso degli ultimi due anni, e in particolare di questo ultimo anno scolastico, durante il quale abbiamo lavorato tantissimo sullo sviluppo di progetti reali. Abituandoli quotidianamente a passare dallo studio teorico e tecnico alla realizzazione pratica, sono arrivati al giorno dell’esame con gli strumenti mentali e operativi necessari per affrontare la traccia con grande maturità.

 

>>> Lire aussi – TopSolid Éducation et la formation industrielle

Quali sono state le difficoltà più frequenti affrontate dagli studenti durante il percorso formativo?

G.G. : Gli studenti si sono scontrati con un gran numero di casi pratici e con tantissime tecnologie. Questa prova d’esame ha riguardato nello specifico la fresatura, ma durante l’anno sono stati effettuati progetti legati alla tornitura, al taglio laser e alla stampa 3D, volti a integrare in casi complessi tutte le tecnologie disponibili nel nostro istituto, senza tralasciare la misura e i controlli geometrici e dimensionali tramite CMM. Durante il percorso hanno sperimentato le differenti strategie di programmazione, la scelta dei parametri di taglio e le impostazioni di lavorazione, con un focus sugli approcci specifici per i diversi materiali, tenendo d’occhio anche i tempi di produzione e la durata dell’affilatura degli utensili. Le lavorazioni effettuate sono state perlopiù a 2.5 assi, in alcuni casi a 4-5 assi posizionati e un esempio virtuoso di 5 assi in continuo.

 

Quanto tempo richiede mediamente portare uno studente a essere autonomo nell’utilizzo di TOPSOLID?

G.G. : Con il giusto metodo di studio e il continuo stimolo nel progettare e realizzare particolari meccanici svariati, ritengo che un anno scolastico possa bastare per portare gli studenti a un livello più che sufficiente di autonomia. Del resto, così è stato in questo primo anno sperimentale in cui abbiamo scelto di utilizzare TopSolid in sede di Esame di Maturità. Chiaramente, quando si parla di lavorazioni e forme più complesse o di materiali particolari, i tempi si dilatano; ritengo però che lo scoglio più grande sia capire le logiche alla base del software che, per la mia esperienza e per il riscontro avuto dai ragazzi, risultano molto intuitive.

 

Quali competenze fanno la differenza tra uno studente sufficiente e uno particolarmente preparato?

G.G. : Sono felice di constatare che la totalità dei ragazzi formati sul software ha dimostrato una competenza sufficiente nella programmazione da zero di una parte meccanica anche relativamente complessa, come quella prevista dalla prova. Per chi fa il mio lavoro, questa è la soddisfazione più grande: riuscire a coinvolgere tutti senza lasciare nessuno indietro.

Certo, vado fiero anche delle eccellenze che i nostri ragazzi hanno saputo esprimere e che, sono convinto, li condurranno verso una carriera ricca di soddisfazioni. La differenza sta nella scelta consapevole delle giuste fasi di lavorazioni e nella determinazione ottimale dei parametri di taglio, con un occhio ai tempi di lavorazione e alla reale disponibilità di utensili in officina. Un ragazzo che sa integrare tutte queste informazioni e tradurle in una programmazione snella ed efficace è decisamente pronto ad affrontare le sfide di un’industria alla costante ricerca di competenze di questo livello.

 

Analizzando la traccia, si passa dal calcolo di sollecitazione (flessione e taglio) fino alla strategia di lavorazione CAM e all’attrezzaggio. Qual è stata la fase in cui gli studenti hanno dimostrato maggiore maturità tecnica?

G.G. : I ragazzi mediamente si sono fatti valere in tutte le fasi. Sicuramente la programmazione CAM costituiva lo scoglio più importante, ma è stato superato da tutti in maniera più che sufficiente, con alcune eccellenze che hanno svolto il compito in modo egregio. La parte più complessa resta quella del calcolo e del dimensionamento: non dimentichiamoci che parliamo di un Istituto Professionale, che raccoglie studenti con una vocazione pratica e operativa; sottoporli a una prova così completa è stata una sfida che abbiamo voluto lanciare e che hanno affrontato al meglio. La fase in cui mi hanno sorpreso di più in positivo è stata l’attrezzaggio macchina. Tutti gli studenti hanno svolto la parte pratica in completa autonomia nelle operazioni fondamentali di presetting utensile, azzeramento pezzo e gestione del programma. Alcuni sono stati persino in grado di operare scelte virtuose nella correzione del raggio di compensazione per rispettare le tolleranze di progetto. Svolgere tale attività in un esame ha un impatto significativo sulla gestione dell’ansia e della performance: un aspetto che come commissione e gruppo docenti non possiamo far altro che apprezzare e valorizzare.

 

Preparare una classe a una prova così completa richiede un grande lavoro di squadra tra docenti e un programma snello. Che consiglio darebbe ai suoi colleghi di altri istituti che vorrebbero introdurre percorsi CAD/CAM così integrati?

G.G. : La progettazione di questo anno scolastico è stata intensa, ragionata e coinvolgente. L’integrazione totale tra la disciplina laboratoriale e la materia d’indirizzo (Progettazione e Produzione) ha permesso di sviluppare una sinergia per cui ogni attività veniva strutturata dalla A alla Z, dalla progettazione alla realizzazione. L’impegno per la predisposizione delle attrezzature e la preparazione delle lezioni, al fine di rientrare nei tempi concessi da quadri orari sempre più ristretti, è tutt’altro che semplice. Se affrontato con entusiasmo, però, permette di raggiungere con i ragazzi qualsiasi obiettivo, ritrovando in loro quella passione che ci fa ancora credere che la scuola sia il luogo dove si forma il carattere di una persona e dove si costruiscono sogni e ambizioni.

Tutto questo è stato possibile grazie a tutto il team di TopSolid, dai responsabili amministrativi e commerciali fino ai tecnici, che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. La strada tracciata è entusiasmante e, come Istituto e dipartimento di Meccanica, non vediamo l’ora di percorrerla e implementarla sempre di più insieme alle future generazioni di studenti.

 

Prima di concludere, un ringraziamento va a I.I.S. Leonardo da Vinci di Firenze e al Prof. Gabriele Gerini per aver condiviso questa esperienza formativa innovativa, offrendo uno spaccato concreto di come la scuola possa dialogare con le esigenze dell’industria moderna e preparare i giovani alle sfide del futuro.

Un ringraziamento speciale va inoltre alla Benso Tuscany Srl, reseller TopSolid, nella persona di Gianpiero Sigismondi, il cui impegno in prima persona e la grande dedizione hanno permesso di ideare, sostenere e dare vita a questo importante progetto formativo. Una sinergia preziosa, capace di tracciare una strada virtuosa per la scuola e il territorio.

L’esperienza dell’istituto dimostra che il CAD/CAM non è più soltanto uno strumento utilizzato in azienda, ma può diventare un elemento centrale della formazione e persino dell’Esame di Maturità. Portare TopSolid sui banchi ha significato chiedere agli studenti di ragionare come tecnici, progettisti e operatori di produzione, mettendo in campo competenze reali e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

La prova ha confermato che, quando scuola, tecnologia e didattica lavorano nella stessa direzione, il confine tra formazione e professione si assottiglia fino quasi a scomparire. Grazie al percorso svolto con TopSolid, questi ragazzi non si affacciano al mondo dell’industria da principianti: hanno già acquisito il metodo, l’autonomia di base e il linguaggio tecnico necessari per inserirsi rapidamente in azienda e iniziare il loro vero percorso di crescita professionale.

E, in un settore che ricerca costantemente competenze qualificate, questo rappresenta forse il risultato più importante di tutti.

Settore del legno: come modernizzare la produzione senza perdere il know-how artigianale?

Settore del legno: come modernizzare la produzione senza perdere il know-how artigianale?

Crediti fotografici: Design Bois (69), specialista in arredamento d’interni di alta gamma e soluzioni di falegnameria su misura – Stéphane Couchet ©

Nei laboratori e nelle falegnamerie, la transizione digitale rappresenta allo stesso tempo una grande opportunità e una fonte di dubbi. Da un lato c’è la necessità di restare competitivi, dall’altro la volontà di preservare un know-how spesso tramandato da generazioni.
Eppure, tradizione e innovazione non sono in contrasto. Se progettati per rispondere davvero alle esigenze del settore legno, gli strumenti digitali possono valorizzare il lavoro artigianale senza snaturarlo.

Capire le resistenze alla digitalizzazione

La diffidenza di molti professionisti del legno verso il digitale non nasce da una semplice chiusura al cambiamento. Al contrario, deriva da una profonda attenzione verso l’essenza stessa del mestiere.
La lavorazione del legno è infatti un’attività altamente sensoriale, che coinvolge:

  • il tatto, per valutare la superficie e la qualità del materiale;
  • l’olfatto, capace di distinguere le diverse essenze;
  • l’occhio esperto, che interpreta venature e comportamenti del legno.

Per molti artigiani è quindi naturale chiedersi: uno schermo può davvero sostituire tutto questo?

A questa preoccupazione si aggiunge il timore di una produzione standardizzata. Ogni falegname, ebanista o serramentista possiede tecniche e metodi propri che rappresentano il vero valore del suo lavoro. In passato, molti software CAD/CAM generici – pensati soprattutto per la meccanica o la plastica – hanno accentuato questa sensazione di distanza dal mondo del legno, un materiale vivo e unico, diverso da tavola a tavola.

Anche l’aspetto economico pesa sulle scelte delle piccole imprese: investimento iniziale, formazione del personale e tempi di adattamento possono far apparire incerto il ritorno economico. Senza dimenticare un altro tema centrale: la trasmissione del mestiere. Come insegnare davvero il lavoro artigianale se si passa più tempo davanti a un computer che in officina?

Dubbi legittimi, che meritano attenzione. Ma una digitalizzazione studiata specificamente per il settore legno può trasformarsi in un vero alleato del sapere artigianale.

>>> Leggi anche – Come la transizione digitale sta rivoluzionando il mondo dell’industria

Quando il digitale valorizza la creatività artigianale

Gli strumenti digitali non devono sostituire l’esperienza dell’artigiano, ma supportarla. Automatizzando attività ripetitive – come il calcolo dei materiali, la generazione dei disegni tecnici o l’ottimizzazione dei tagli – permettono di dedicare più tempo a ciò che crea realmente valore: progettazione creativa, cura delle finiture, personalizzazione dei progetti, relazione con il cliente.

La tecnologia CAD/CAM apre inoltre nuove possibilità progettuali. Assemblaggi complessi, difficili da realizzare manualmente, diventano più accessibili. La simulazione 3D consente di visualizzare il progetto in modo realistico, testare varianti e ridurre errori o sprechi prima ancora di iniziare la produzione.

Anche la gestione del materiale migliora sensibilmente. I software di ottimizzazione del taglio possono considerare venature, difetti e resa estetica del pannello o del massello, aiutando a valorizzare ogni tavola e ridurre gli scarti.

Un esempio concreto è quello di Entrawood, azienda specializzata in arredi per ufficio di alta gamma. Modernizzando la produzione con TopSolid’Wood e mantenendo al tempo stesso le lavorazioni artigianali nelle finiture, l’azienda ha ridotto i tempi di progettazione e aumentato il livello di personalizzazione dei progetti richiesti dagli architetti.

>>> Leggi anche – TopSolid ed Entrawood: una rivoluzione tecnologica nel settore dell’arredamento per ufficio

TopSolid’Wood: una soluzione pensata per il settore legno

Uno dei principali punti di forza di TopSolid’Wood è la sua progettazione specifica per il mondo del legno. A differenza dei software CAD/CAM generici, integra direttamente le esigenze tipiche del settore, dalla progettazione alla produzione.

Tra le funzionalità dedicate troviamo:

  • gestione degli assemblaggi tradizionali,
  • supporto per pannelli e legno massello,
  • integrazione della ferramenta commerciale,

generazione automatica di distinte e programmi macchina e continuità digitale tra ufficio tecnico e officina.

Questo flusso continuo riduce errori, evita reinserimenti manuali e migliora l’efficienza complessiva, lasciando comunque spazio all’intervento e all’esperienza dell’artigiano dove fanno davvero la differenza.

Un altro vantaggio importante è la possibilità di adottare il software gradualmente. Una piccola falegnameria può iniziare dalla gestione dei preventivi e dei piani di taglio, per poi integrare in seguito progettazione 3D e automazione della produzione. Un approccio progressivo che rispetta i tempi e la cultura di ogni azienda.

Le chiavi per una transizione digitale efficace

Per modernizzare davvero un laboratorio o una falegnameria, il coinvolgimento del team è fondamentale fin dall’inizio. Gli operatori conoscono meglio di chiunque altro le criticità quotidiane e possono contribuire concretamente al successo del cambiamento.

La digitalizzazione dovrebbe partire dai problemi più concreti: preventivi lunghi da preparare, errori di misurazione,
sprechi di materiale, difficoltà nella gestione della produzione.
Ottenere risultati immediati su questi aspetti aiuta a creare fiducia e favorisce l’adozione delle nuove tecnologie.

Anche la formazione gioca un ruolo decisivo. Imparare direttamente sui progetti reali dell’azienda rende il processo molto più naturale ed efficace rispetto a una formazione troppo teorica.

La trasformazione digitale non segna la fine dell’artigianato del legno. Al contrario, può diventare uno strumento per valorizzarlo ancora di più. Liberando tempo dalle attività ripetitive e migliorando l’organizzazione, gli strumenti digitali permettono agli artigiani di concentrarsi su ciò che li distingue davvero: creatività, qualità, consulenza e attenzione al dettaglio.

Le aziende che riescono in questa evoluzione non abbandonano la propria identità. La rafforzano, combinando tradizione e innovazione per rispondere alle nuove esigenze del mercato: maggiore personalizzazione, rapidità e precisione. Oggi più che mai, l’unione tra know-how artigianale ed efficienza digitale rappresenta un vantaggio competitivo decisivo per il settore del legno.

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Industria 4.0: sfide e prospettive per l’industria del futuro e la lavorazione intelligente

Industria 4.0: sfide e prospettive per l’industria del futuro e la lavorazione intelligente

Concorrenza mondiale esasperata, abitudini di consumo in costante evoluzione, scadenze sempre più strette… in un tale contesto, il settore industriale non può far altro che far evolvere i propri metodi di produzione verso le tecnologie digitali. Ed è così che, ormai da un decennio, si parla di industria 4.0. A seguito della diffusione delle tecnologie dell’informazione, della comunicazione mobile e della robotica, le molteplici opportunità esistenti offrono tante prospettive quanto lanciano sfide.

Tra competitività, agilità, produttività e tecnologie intelligenti, quale sarà l’industria del futuro? Scopriamolo insieme!

I/ Cos’è l’industria 4.0?

1/Concetto e origine de «l’industria 4.0»

Concetto evidenziato per la prima volta al Salone della tecnologia industriale di Hannover nel 2011, si parla di industria 4.0 in relazione alle prime tre rivoluzioni industriali.

La prima si è svolta nel XIII secolo dopo l’invenzione delle macchine a vapore che hanno permesso la produzione meccanizzata. L’arrivo dell’elettricità ha poi permesso l’avvio della seconda rivoluzione industriale alla fine del XVIII secolo. Infine, l’automazione della produzione nel XX secolo ha dato luogo alla terza rivoluzione industriale.

L’idea alla base dell’industria 4.0 è di orientare la mondializzazione a vantaggio delle industrie europee incoraggiando gli stabilimenti a dotarsi degli strumenti tecnologici più all’avanguardia, connessi via internet e attraverso i Cloud.

Nella nuova fabbrica, l’idea è di mettere la fabbrica stessa al servizio dell’operatore, e non più l’operatore al servizio della fabbrica. Essendo il fattore umano al centro di questo piano, tutto è pensato e organizzato per migliorare l’ergonomia, la produttività e la sicurezza di ogni funzione. Visto che l’evoluzione dei metodi di produzione ha portato l’operatore a dover riempire procedure sempre più numerose, l’obiettivo dell’industria ultra-connessa è di dematerializzare tutte queste fasi in modo che l’uomo possa concentrarsi sulle mansioni a forte valore aggiunto. Per far questo, ogni macchina sarà connessa e comunicherà con la rete et le informazioni saranno impostate in modo trasversale per essere distribuite ai vari servizi. L’informazione si diffonderà in maniera fluida ed efficace dal cliente, a partire dal suo ordine, passando per tutte le fasi della fabbricazione fino alla spedizione del prodotto finito.

2/Gli elementi dell’industria 4.0: di cosa parliamo?

L’industria 4.0 fa riferimento alla convergenza delle tecnologie digitali e delle tecniche di produzione industriale. Più che di rivoluzione, si tratta di un’evoluzione degli strumenti esistenti che vengono migliorati e posti al centro di una rete all’interno della quale sono condivise tutte le informazioni. In quest’ottica, le nuove tecnologie accompagnano questa mutazione.

 

 

-L’internet delle cose (IOT – Internet Of Things) con la sua dimensione intelligente, costituisce una forza innovatrice: emergenza di nuovi prodotti in qualità di servizi, trasformazione di un modello di business e nuove prospettive di mercato.

-La produzione additiva o stampa 3D è un processo di produzione rapido ed evolutivo. Lontano dagli standard tradizionali, si adatta perfettamente alla produzione di piccole serie per le quali si rivela molto competitivo. Permette inoltre la realizzazione di pezzi complessi riducendo il numero di tappe intermedie. Che si tratti di un prototipo, di un pezzo su misura o di un elemento di personalizzazione, la stampa 3D accelera la progettazione e assicura la produzione.

Il COBOT (contrazione di Collaborative-Robot): noto progresso per i collaboratori dell’industria 4.0, questo robot industriale, facile da programmare assume il ruolo di assistente-operatore, rimpiazzando generalmente la forza umane per delle mansioni semplici e ripetitive. Per l’impresa, il COBOT migliora la precisione, l’efficacia, la sicurezza sul posto di lavoro… e la produttività.

  • La realtà aumentata (AR – Augmented Reality) consiste nell’arricchimento della realtà attraverso un contenuto virtuale 3D. Visualizzando le informazioni essenziali in produzione, il processo permette all’operatore di visualizzare lo svolgimento in tempo reale di una procedura nonché di realizzarla velocemente e bene. Reale sinergia tra reale e digitale, la realtà aumentata rappresenta una vera risorsa per il miglioramento della qualità e della produttività, garantendo la sicurezza del processo.

 

  • La simulazione dei processi, con l’aiuto dei software di analisi, permette di riprodurre le migliori opzioni riguardo la produzione o la manutenzione delle macchine e, di conseguenza, l’ottimizzazione degli attivi.

 

  • Il modello digitale, o gemello digitale, permette la realizzazione di molteplici test prima che il primo prototipo di un prodotto, o la prima messa in produzione di una linea industriale, sia avviata… un modo iterativo di risparmiare tempo sui diversi design di un pezzo, e facilitare l’entrata in funzione di un processo prima della produzione.

 

  • I sistemi Ciberfisici (CPS in inglese) puntano ad aggiungere funzionalità supplementari agli elementi fisici con l’obiettivo di controllare e di pilotare i processi. Questi rappresentano degli elementi chiave della catena d’informazioni.

 

  • I Big Data industriali, sfida imprescindibile dell’industria 4.0, sono una potente tecnologia di analisi dati in tempo reale che permette di seguire la produzione e la qualità in modo preciso per poter prendere le migliori decisioni rapidamente. La loro evoluzione verso lo “Smart Data”, con la diffusione dell’intelligenza artificiale, dovrebbe contribuire a un progresso significativo della manutenzione preventiva.

3/Quali applicazioni per l’industria 4.0?

Le applicazioni dell’industria 4.0 sono al servizio dei processi di fornitura, di fabbricazione e di produzione, riducendone i costi in un contesto complesso. Dalla strategia zero carta all’introduzione dell’internet industriale delle cose, le applicazioni sono molto diverse ma convergono tutte verso un aumento della produttività. In un primo momento, si pensa alla dematerializzazione globale dei documenti dell’azienda che si situa logicamente nell’ambito della strategia di digitalizzazione industriale. Quando questa è associata al Sistema di gestione elettronica dei documenti (Document management system) oppure al Content Management System per stoccare e condividere i documenti, si ottengono una maggiore trasparenza, meno errori e un lavoro collaborativo: il risparmio di tempo e di denaro è significativo.

Internet, quando viene associato alle nuove tecnologie, ha anche un ruolo di primo piano nell’industria 4.0. L’internet industriale delle cose, una variante dell’IOT, implica la raccolta dei dati in tempo reale per sorvegliare le macchine. A questo proposito, alcuni processi di controllo, dotati essi stessi d’Intelligenza Artificiale, conferiscono alle macchine che ne sono equipaggiate delle funzionalità di autoanalisi dei propri dati: necessità di manutenzione, valutazione della qualità dei pezzi in produzione, segnalazione di eventuali guasti, … la reattività e la decisione strategica ne risultano migliorate.

Possiamo andare ancora oltre, includendo partner, clienti e fornitori! Infatti, l’integrazione delle reti informatiche come un extranet, un EDI (Electronic Data Interchange) o anche una piattaforma web transazionale, permette una comunicazione ottimale e permette una reale sinergia con le tecnologie 4.0. Ad esempio, nell’ambito di un monitoraggio di uso, i prodotti connessi a dei sensori emettono un’allerta che, in caso di guasto o di necessità di manutenzione, è inviata direttamente al cliente.

La lista delle possibilità è ancora lunga. Ciò che bisogna ricordare è che l’insieme delle applicazioni inerenti all’industria 4.0 si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati in tempo reale, combinata all’intelligenza Artificiale e alle nuove tecnologie. Ne risulta che i processi sono semplificati, l’anticipazione migliorata e la catena produttiva ottimizzata da A a Z.

 

II/ Sfide e prospettive dell’industria del futuro

 

1/Perché l’industria 4.0 è essenziale per la mia azienda?

La sfida maggiore dell’evoluzione digitale dell’azienda verso l’industria 4.0 è legata alla nozione di continuità numerica. Si tratta di essere capaci di sfruttare i dati di un prodotto in tempo reale, nel corso del ciclo di vita del prodotto stesso. Un’esigenza che presuppone la tutela della catena del valore dalla progettazione alla manutenzione dal cliente, controllando i flussi di dati crescenti indipendentemente dalla complessità del prodotto. Come farlo: disporre della buona informazione, al buon momento, in modo da prendere decisioni fattive e pertinenti. Beneficiare di un accesso fluido all’informazione, nonché condiviso con tutti, è il minimo per poter riuscire!

Infatti, superando l’isolamento dei flussi di comunicazione e favorendo il lavoro collaborativo, l’azienda possiede vantaggi notori in termini di sinergie per adattarsi al mercato e ai bisogni del cliente. Si tratta qui di poter pilotare la produzione in modalità “agile, flessibile e reattiva” per accelerare la progettazione, essere più efficaci in produzione e migliorare la qualità. Così gli investimenti di valore sono più facilmente identificati e le nuove prospettive commerciali meglio sfruttate.

Bisogna anche considerare che è lo sviluppo continuo di nuove tecnologie a permettere la continuità numerica… e che, allo stesso tempo, l’impone. Questo ha infatti portato a nuove soluzioni tanto potenti quantouser friendly e, soprattutto, sempre più economiche! Tanto che oggi, il vantaggio concorrenziale proposto è tale che il loro utilizzo potrebbe diventare “inevitabile”, per evidenti ragioni di competitività, di produttività e di… redditività! Per restare in gara, il passaggio all’industria 4.0 è inevitabile.

La gamma di soluzioni CAD, CAM e PDM di TopSolid

2/quale funzionamento per il sistema di produzione dell’industria del futuro?

Il circolo virtuoso del funzionamento dell’industria 4.0 implica la raccolta e l’analisi dei dati in tempo reale, la conservazione e l’esplorazione della competenza, la sicurezza dei processi e l’intelligenza artificiale per servire la produzione.

Poiché la sfida risiede nella capacità di adattarsi rapidamente ai nuovi modi di consumo, vale a dire le richieste di personalizzazione e di pezzi unici a basso costo, l’industria del futuro dovrà posizionare il consumatore al centro della trasformazione digitale.

Ma non in modo aleatorio! Si tratta di essere lungimiranti e di avanzare passo dopo passo, la gestione del cambiamento non è senza conseguenze.

Tuttavia, a termine, il funzionamento ottimale dell’industria 4.0 dovrebbe seguire la seguente logica:

  • Utilizzo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione che permettono a tutti i sistemi dell’industria, e alle fabbriche tra loro, di interagire continuamente, per permettere di trattare l’informazione in un lasso di tempo molto corto.
  • Riguardo alla lavorazione, sviluppo di sistemi intelligenti capaci di auto valutarsi e correggersi. Lo scopo è di rendere sicura e flessibile la produzione ma anche di massimizzarne l’efficacia grazie alla riduzione dei costi di mano d’opera e di energia.
  • Per il collaboratore, lavoro coadiuvato dalla robotica, rafforzamento della specializzazione del suo ruolo ed esperienza richiesta per l’utilizzo delle macchine al fine di garantire la qualità del servizio al consumatore.

Considerata come un’aberrazione ancora dieci anni fa, oggi le fabbriche interconnesse e intelligenti si democratizzano. Tra l’altro, chi mai rifiuterebbe un funzionamento affidabile, che spalleggia gli operatori nelle loro mansioni quotidiane facilitando analisi e proiezioni, nonché permettendo di rispondere a richieste precise, in modo rapido e a basso costo, e in più favorendo la produttività?

Nell’ambito dell’industria 4.0, oltretutto, la società di produzione dovrebbe evolvere verso una nozione di “smart company”, così flessibile da essere in grado di trasformarsi continuamente, di acquisire clienti e collaboratori, di sfruttare in ogni momento la propria catena di valore e di eseguire processi d’innovazione in modo continuo… Una smart attitudine nella quale si coniugano movimento perpetuo in tempo reale!

III/Come TopSolid si integra all’industria 4.0

 

Nonostante il concetto di “industria 4.0” sia apparso solo pochi anni fa, TOPSOLID non ha aspettato la quarta rivoluzione industriale per iscriversi nella logica dell’industria del futuro.

TOPSOLID propone infatti, già da diversi anni, una Digital Chain completamente integrata grazie alla sua suite di software CAD, CAM e ERP, e offre così una inter-connettività totale dalla progettazione alla produzione, passando per i sistemi numerici esterni come piattaforme clienti e fornitori. Una performance che implica funzioni intelligenti di centralizzazione, di analisi e di restituzione dei dati che permettono di prendere decisioni rapide e precise… in altri termini un ERP in tutto e per tutto!

In questo modo, TopSolid’Erp, il software di gestione industriale più completo sul mercato, si posiziona come il partner ideale della performance industriale, permettendo così di rispondere alle sfide di ottimizzazione della produttività e della competitività legata all’industria 4.0. Tra l’altro, i benefici delle funzionalità MES (Manufacturing Execution System) integrate in maniera nativa sono notevoli:

  • Affidabilità delle scadenze di consegna
  • Gestione digitale dei documenti
  • Tracciabilità
  • Gestione del ciclo di vita prima, durante e dopo la produzione grazie alla catena numerica CAD/CAM/ERP
  • Inter connettività in tempo reale con i sistemi interni ed esterni dell’azienda
  • Acquisizione, restituzione chiavi in mano e analisi dati con la Business Intelligence per un migliore pilotaggio dell’azienda e un miglior processo decisionale in modo agile e proattivo
  • Tracciabilità, acquisizione e restituzione dei dati: beneficiate dei migliori vantaggi dell’ERP per ottimizzare la produttività e la competitività della vostra industria 4.0
  • Visione globale del business model e organizzazione ottimale dei servizi

Il software TopSolid’Erp è stato pensato per l’industria 4.0, in tutti i minimi dettagli e, soprattutto, propone una catena numerica ininterrotta… un passo in più verso l’industria del futuro!

IV/ TOPSOLID prosegue la sua evoluzione verso il CAD-CAM-PDM-ERP del futuro, cosa che implica:

 

  • Una progettazione intelligente: oltre ai modelli 3D già recuperati al livello geometrico, garantisce il recupero delle informazioni di lavorazione (PMI) e le tolleranze, ma anche la considerazione delle operazioni di fresatura e tornitura.
  • Più automazione: calcoli predittivi: calcoli di vibrazioni, deformazione dei pezzi dovute al bloccaggio; gestione affinata della durata di vita degli strumenti (con il calcolo delle condizioni di taglio); famiglie di pezzi analoghi (adattandosi alla produzione personalizzata di massa); generazione automatica di gamme; gestione del flusso integrale del processo di produzione: dal primo import 3D al pezzo lavorato.
  • La simulazione digitale: ottimizzazione dei programmi CN per migliorare produttività e sicurezza.
  • Maggiore affidabilità e tracciabilità nei processi di cifratura e di controllo dei pezzi.
  • L’uso del Cloud: raccogliere il BigData dell’azienda, spostare i calcoli che richiedono molta energia, aggiornare il software di continuo.
  • Mettere il fattore umano al centro della quarta rivoluzione industriale: accompagnamento verso il cambiamento, organizzazione di formazioni con certificazioni per il benessere delle aziende e dei collaboratori.